NUDI AL MONDO

Spogliati, mondo, cantiamo a squarciagola
gli inni assetati dei nostri fastidi
– ascoltami quando il grido mi silenzia
quando affogano i profumi dei ricordi
di strette stanze spoglie di prigione.

Prigionieri di malesseri
come bimbi avvolti in fasce incandescenti
ci spogliamo nudi al freddo senza sesso
– prolunghiamo la vittoria
su un altro giorno che si è preso.

Giorno smarrito in frantumi
di domande elementari
perdute tra un bacio sporco all’ora di pranzo
e un addio instabile, consumato
tra i piatti sporchi della sera.

 

Daniela Morandini

Immagine: Andrea Tomas Prato

Annunci

CHERRY TREE

Leggerezza di ciliegia,
così è stato quell’incontro;
se ricordassi, almeno, quando
gli donerei la concretezza.
Ma è stato profumo di miele
in una giornata sbagliata,
nell’afoso scorrere delle stagioni
o forse in cristallini minuti.
Volano, nel cielo degli addii,
i saluti dolceamari degli amanti
che si perdono per nulla,
che salutano i baci,
che sorridono in lievi,
consumate tristezze.
Non più pesanti come pianeti,
i loro sguardi sono venti freschi,
estive piogge dopo lunghi soli caldi.

 

Daniela Morandini 

 

Immagine: Gianfranco Salis

SORRISO PERFETTO

Gioisco nell’averti saputo,
gioisco nel non saperti più.

Se questa notte canteranno ai tuoi lidi;
se nel tuo fiume scorreranno biglie o piume;
se avrai i capelli non lavati, questa mattina;
se sospingerai i secondi sotto le ombre dei filari;
se ti coricherai felice;
se accarezzerai un gatto nella notte;
se frequenterai isole sconosciute nei pomeriggi afosi;
se scoprirai paesi che accendono in te le storie;
se in inverno avrai la febbre;
se ascolterai concerti, d’estate;
se sorriderai, amando;
se il sorriso dell’amore sarà un secondo perfetto

– questo io non saprò
ma gioisco
per questi attimi che ho descritto,
per averli intravisti,
per averti sorriso in un secondo perfetto.
Gioisco e canto di te,

canto di me.

 

Immagine: Tamara de Lempicka, Adamo ed Eva 

Daniela Morandini 

 

 

PIANETI LONTANI

Tu nel sole che scalda Marte
io nell’aria della sera di montagna
-vagano però le nostre pelli
a stralunarsi di scoperte;
si sciolgono i capelli
nell’ombra delle tue mani
insaziabili nella ricerca
dei miei luoghi più indifesi.
La mia bocca ti cerca
è lingua che viaggia
è lingua che inventa;
stimolo il tuo piacere
ascolto gli affanni
il respiro che accelera
il suo gonfiarsi,
l’esplodere di vita
tra Marte e la montagna
-volano nell’etere i liquidi
la voglia di esserci.

 

Daniela Morandini

Immagine: Helmut Newton

SE M’INCONTRASSI TRA VENT’ANNI

Se mai avessi un giorno il piacere d’incontrarmi
mi chiederei com’è stato vedermi, al mattino,
sporca del sale e del sesso della notte;
mi chiederei come reagivo quando, al crepuscolo,
ero figlia ingrata d’un dolore che di me scordava il nome;
mi chiederei se i miei sogni di ragazza
abbiano vissuto o no sulla mia strada;
mi chiederei quanti soli ho visto scendere
prima di convincermi d’esser qui e non altrove
– o se di ciò sarò mai convinta;
mi chiederei com’è stato vedere d’improvviso
mia madre piangere, mio padre invecchiare
– se la mia pelle di bambina abbia retto al sobbalzo;
mi chiederei che ne è stato dell’amore
chi se l’è mangiato a colazione
tra la marmellata e una parola di troppo;
mi chiederei di che colore diventavano i miei capelli
quando un bacio mi avvolgeva nell’inganno
che di esso mi rendeva la regina;
mi chiederei se una menzogna è valsa un riso,
se una lacrima una ferita eterna,
se un addio è valso per un futuro;
mi chiederei quanti anni ho avuto
mentre sceglievo l’abito del lampo
che la mia vita ha squarciato nel peccato;
mi chiederei quanti uomini abbiano goduto
nell’immagine mia di vederli essere padre,
nella scossa che se li è portati via;
mi chiederei se ho amato i miei figli
– i figli scolpiti nel mio futuro,
futuro di storie stanche d’essere sognate;
mi chiederei, infine e soprattutto,
se ho lanciato in aria il cuore e chi l’ha preso,
mi chiederei se quel cuore, per caso, l’abbia ancora,
se ho lasciato vivere l’amore senza la paura;
mi risponderei,
forse un giorno tra vent’anni
ma non ora.

 

Daniela Morandini

 

Immagine: Alva Bernadine

SEGRETI MUTI

Mi modello attorno al sogno
d’una notte, d’un incontro:
spaesato viaggiatore tra i giorni;
giunture mie che fluiscono
intrepide vanno tra la gente
a raccontare i frutti delle idee,
i peccati sussurrati nelle orecchie
dei muti che, passando,
non vedano quanto io
sia straziata
disperata nell’attesa
che la rosa fiorisca e io non senta
il dolore di un parto
che il mondo non mi ha chiesto.

 

Daniela Morandini 

 

Immagine: Alva Bernadine

CUORE AL MATTINO

Ringrazio, per i minuti di attesa tra un sogno e l’altro
ringrazio la notte che istiga al peccato,
il silenzio che si posa sulle mani
le lacrime che sfuggono al risveglio
ringrazio il tempo che non rende,
l’ingiustizia di soffrire
ringrazio il mio soffrire vano,
l’odore di chiuso in casa,
lo sguardo di ogni uomo che mente
ringrazio di poter sentire ciò che è più nascosto
ringrazio il patimento di sentire tutto
ringrazio il saper credere
olte ogni necessità
ringrazio di essere acerba, frutto nato ora
ringrazio di essere giovane e antica
ringrazio di poter essere entrambe
ringrazio il dolore di non poter essere entrambe
ringrazio la mia dolcezza
che è anche rabbia
ringrazio per essere capace di ascoltare
ringrazio per la difficoltà di farmi ascoltare
ringrazio la mia anima, che vola nell’etere,
la ringrazio quando si posa sulla terra,
quando è fuoco e tempesta
ringrazio l’energia di tutti i mondi,
che viene ogni giorno a nutrire il cuore,
ringrazio il sorriso di un bambino sul tram,
una forza che ci farebbe volare tra i pianeti.

Ringrazio la vita che mi scorre tra le ciglia
quando metto a fuoco la speranza,
ringrazio il cuore che rimane aperto
spalancato, inquieto, libero, tenace, maturo,
il mio cuore bambino.

 

Daniela Morandiniv

 

Immagine: Danae, Gustav Klimt

Reminescenze

Senza ricordi puliti, si agita in seno al caos
l’anima mia straziata;
nella foresta richiami da passati che non ricordo
d’aver vissuto mai
– forse un giorno tornerò laggiù smacchiata
con una veste candida
ascolterò i suoni delle bestie, stagliate indomite
tra me e questo mondo
– mondo distrutto sul nulla, universo straziato nel forse
reminescenze di futuri mai visti
vite mai compiute:
aborti sgozzati nel sonno
orgasmi senza meta o procreatori
– s’impossessano di me i matti
tutti i matti che sono stata
nei millenni trascorsi in un battito
tra le pieghe di un minuto incastrato alla maniglia
della porta di un dolore.

 

Daniela Morandini 

 

Immagine: Walter Girotto

DESTINO IN SANGUE

Assurdi i peccati,
mi s’incagliano tra i denti
trascinando le parole
in destini in distruzione.

Divengo pallida alba
mi s’apre attorno il silenzio
a cui segue, infame,
il boato di un
– basta –
che frana trascinando via
i residui di ogni battito
giocato al prezzo della vita
dipinta nei miei occhi
con il sangue di ogni addio.

 

Daniela Morandini 

 

Immagine : Nan Goldin