CUORE AL MATTINO

Ringrazio, per i minuti di attesa tra un sogno e l’altro
ringrazio la notte che istiga al peccato,
il silenzio che si posa sulle mani
le lacrime che sfuggono al risveglio
ringrazio il tempo che non rende,
l’ingiustizia di soffrire
ringrazio il mio soffrire vano,
l’odore di chiuso in casa,
lo sguardo di ogni uomo che mente
ringrazio di poter sentire ciò che è più nascosto
ringrazio il patimento di sentire tutto
ringrazio il saper credere
olte ogni necessità
ringrazio di essere acerba, frutto nato ora
ringrazio di essere giovane e antica
ringrazio di poter essere entrambe
ringrazio il dolore di non poter essere entrambe
ringrazio la mia dolcezza
che è anche rabbia
ringrazio per essere capace di ascoltare
ringrazio per la difficoltà di farmi ascoltare
ringrazio la mia anima, che vola nell’etere,
la ringrazio quando si posa sulla terra,
quando è fuoco e tempesta
ringrazio l’energia di tutti i mondi,
che viene ogni giorno a nutrire il cuore,
ringrazio il sorriso di un bambino sul tram,
una forza che ci farebbe volare tra i pianeti.

Ringrazio la vita che mi scorre tra le ciglia
quando metto a fuoco la speranza,
ringfazio il cuore che rimane aperto
spalancato, inquieto, libero, tenace, maturo,
il mio cuore bambino.

 

Daniela Morandiniv

 

Immagine: Danae, Gustav Klimt

Reminescenze

Senza ricordi puliti, si agita in seno al caos
l’anima mia straziata;
nella foresta richiami da passati che non ricordo
d’aver vissuto mai
– forse un giorno tornerò laggiù smacchiata
con una veste candida
ascolterò i suoni delle bestie, stagliate indomite
tra me e questo mondo
– mondo distrutto sul nulla, universo straziato nel forse
reminescenze di futuri mai visti
vite mai compiute:
aborti sgozzati nel sonno
orgasmi senza meta o procreatori
– s’impossessano di me i matti
tutti i matti che sono stata
nei millenni trascorsi in un battito
tra le pieghe di un minuto incastrato alla maniglia
della porta di un dolore.

 

Daniela Morandini 

 

Immagine: Walter Girotto

DESTINO IN SANGUE

Assurdi i peccati,
mi s’incagliano tra i denti
trascinando le parole
in destini in distruzione.

Divengo pallida alba
mi s’apre attorno il silenzio
a cui segue, infame,
il boato di un
– basta –
che frana trascinando via
i residui di ogni battito
giocato al prezzo della vita
dipinta nei miei occhi
con il sangue di ogni addio.

 

Daniela Morandini 

 

Immagine : Nan Goldin

PIACERE IN INGANNO

Piovono lontano dai rami
i frutti della terra natìa
lontani nei reconditi mondi
delle mie scaltre passioni,
mai mute, mai morte:
distanti attese nella memoria.
Scivoliamo sui nostri corpi di neve
nel buio accendersi della morte
tra i boati assurdi degli orgasmi,
maledetti prestigiatori:
autorevoli inganni.

 

Daniela Morandini 

 

Immagine: Helmut Newton

UMIDA ME

Stremata mi muovo nella sera,
umida come il pavimento appena lavato
che stenta ad asciugare per il freddo
– la frescura delle sere di marzo.
Stanca di correre tra i gigli
dei miei sentimenti spezzati
incatenati a tronchi nel torrente
in piena verso un domani esausto.

Fermarsi.

Oscuro compenetrarsi di gesti
insulsi nel peccato,
apatico sodalizio notturno
con i demoni, miei amici,
con me su questo divano di fortuna,
con me sempre,
demoni, dei, spiriti, maligni e giusti
– ministri della mia anima.

Daniela Morandini 

Photo: Eric Kroll

PRESTIGIATORE

Mischio le carte della mia esistenza,

come esperto bugiardo affino

gli sguardi di complicità

tra i vari me affamati

di nostalgie omicide.

 

Esplodo, stanca del mio sonno

una lacrima sfugge nel risveglio

qualcuno mi sfiora e io non sento;

le carni mie si aprono

a futuri bianchi nei soli esotici.

 

Esploro nel mattino le albe

che attendono tiepide

di schiudersi al mio sguardo.

 

Daniela Morandini

 

Immagine: Helmut Newton

NASCITE

È marzo
si riaccendono le musiche
si spalancano finestre;
in rinascita come il bambino
che giocava oggi con i cani
come gli occhi di sua madre
le sirene, i venti, i crepuscoli lenti
un anziano che mi dà il buongiorno
un sorriso di troppo, una voglia
che nasce e non sai
tutti i futuri in un solo bocciolo
le mie anime che mutano,
un incontro in un bar per un thè,
i violini suonati nel metrò
il crepitio del giornale sfogliato
le terre, i soli, i veli leggeri
correre
i primi pollini morbidi
tutte le albe che saranno,
dove saranno e quali risvegli
quante notti a venire,
sogni e tumulti e sussulti,
volti, baci, sussurri, lacrime
chissà quanti ancora
– basta questo, lo giuro, per dire
Bellezza.

 

Daniela Morandini 

Immagine: Gustav Klimt, dettaglio dal Fregio di Beethoven

MEZZA ESTATE

Vorrei un’emozione che non sia degradabile, almeno stabile,
vorrei non esistesse la catena di riciclaggio dei tuoi occhi,
vorrei ricordati com’eri negli attimi migliori
quando io, te e il mondo soffocavamo di caldo
lo ammazzavamo con parole, musica, un po’ di vino.
Ricordi quando mi hai baciata,
ti ricordi i gatti, l’incenso, i profumi,
l’insalata che mangiavamo insieme
il letto che forse era un divano, la coperta dal Perù
il profumo dalla Francia, il sesso tra di noi
lacrime, solo domani.

Se dimentico, dimmi dov’è il futuro,
dimmi se in Turchia ci arriveremo mai
o la rivoluzione la faremo solo con qualche
incrocio di pensiero – e la chiameremo
poesia, era solo lavoro, solo un niente
un ricordo sciocco e immenso.
Dimmi dove andiamo, dove precipitiamo
qual è la nostra stella madre, che ci sveglia al mattino
con un battito d’ali.
Qualcosa di struggente che voglio ricordare
come il dolore migliore nella notte che ci chiamava amici,
noi la chiamavamo amante.

Daniela Morandini 

Photo: Andreas H. Bitesnich

ALTRA

Mi sono vista piangere, mi sono vista amare,
sparire.
Mi vedo, anche oggi, e non mi vedo più.
I miei occhi hanno altri colori,
la mia pelle ha un odore diverso.
I denti sono denti di un’altra.
Diversa la bocca, le unghie, la forma dei seni.
Di qualcun altro son anche i miei piedi
non han percorso loro il mio cammino,
di altri le mie grandi e le mie
piccole labbra
con altri hanno goduto
non con quelli che ho conosciuto io.

 

Daniela Morandini 

 

Immagine: Helmut Newton, Smoking Nude